Nelle abitazioni prefabbricate di fascia alta, il bagno è un nodo tecnico oltre che estetico: per fare la differenza, infatti, servono rapidità di posa, tolleranze controllate, resistenza all’umidità e compatibilità con strutture leggere…
In questo contesto il box-doccia in vetro temperato con struttura in acciaio inox è una soluzione “da capitolato”: pulita nel design, stabile nel tempo e installabile con procedure ripetibili in cantiere.
Nella scelta del modello vi sono alcune specifiche che contano molto. La prima variabile è il vetro. Per cabine compatte lo spessore 8 mm è generalmente adeguato; per box più ampi o con luci importanti talvolta può avere senso optare per il 10 mm, perché riduce flessioni e vibrazioni. La struttura dovrebbe essere in inox AISI 304, oppure AISI 316 in ambienti aggressivi come le zone costiere o alta salinità, soprattutto per gli allestimenti in esterni. Finiture satinate/spazzolate aiutano a mascherare impronte e microsegni.
Per giunzioni e fissaggi, il profilo a “U” (a canalina) con guarnizioni e sigillante neutro resta la soluzione più diffusa e affidabile. Nelle case in legno, però, è spesso preferibile valutare sistemi di fissaggio a clip/aggancio o su sottostrutture predisposte, perché riducono il numero di forature nella parete e, di conseguenza, il rischio di ingressi capillari e interferenze con membrane e strati sensibili della stratigrafia.
I formati tipici: 80×80, 90×90, 100×100 cm; con altezza porta indicativa 180–200 cm, da verificare in base agli utenti e alla ventilazione. Indispensabili: marcatura CE e conformità EN 14428; utile anche ISO 9001 del produttore per tracciabilità e qualità di processo.
Prima della posa
Nella zona doccia prevedere una protezione impermeabilizzante continua della parete (guaina liquida elastica o membrana in foglio, con nastri/pezzi angolari e trattamento dei passaggi impiantistici) per impedire che acqua e vapore entrino nella stratigrafia del pannello. In corrispondenza dei punti di fissaggio del box, sigillare preventivamente pre-fori e sedi con sigillante neutro idoneo e privilegiare sistemi “clip-on” o fissaggi su sottostrutture dedicate, così da ridurre forature e rischio di infiltrazioni capillari nei pannelli lignei.
Allineamento impianti: confermare posizione di carichi/scarichi; scostamenti oltre 5 mm richiedono adattatori flessibili o correzioni, evitando tensioni e microperdite.
Montaggio: metodo, non forza
Posizionare i profili laterali nel canale predisposto e verificare la chiusura delle clip. Per il fissaggio usare viti autofilettanti inox M4×20 mm con tasselli in poliuretano, senza superare 4 viti per lato per non stressare la struttura. Sigillare i giunti esterni con silicone neutro in cordolo continuo (disponibile sul nostro shop), lisciando con spatola arrotondata per continuità e pulizia. Montare la porta, regolare la luce a circa 3 mm dal pavimento, controllare la verticalità e poi bloccare le viti di regolazione.
Verifiche e manutenzione
Eseguire un test di tenuta a pressione nominale per 5 minuti, controllando clip e guarnizioni. Verificare eventuali risonanze con acqua in funzione; se necessario inserire rondelle isolanti tra profilo e parete. Documentare con foto i giunti sigillati e compilare il registro di collaudo con data, tecnico e numero di serie.
Pulizia mensile con detergenti non abrasivi a pH neutro; controllo guarnizioni ogni 12 mesi e sostituzione se indurite o fessurate; ispezione dei fissaggi inox in ambienti salini.
Conclusione: il risultato “premium” dipende dalla somma di dettagli tecnici: tolleranze rispettate, protezione anti-umidità, sigillatura continua e collaudo tracciato. In prefabbricato, sono questi passaggi a garantire durata e zero infiltrazioni.








