L’altezza del box-doccia è oggi una scelta progettuale che incide su funzionalità, estetica e percezione dello spazio. Tra misure standard e soluzioni a tutta altezza, il rapporto con il soffitto diventa un elemento chiave del design del bagno contemporaneo.
Nella progettazione del bagno contemporaneo, il box-doccia non è più un semplice elemento funzionale, ma un vero protagonista architettonico. Uno degli aspetti che più influisce sulla sua scelta è il rapporto con il soffitto: tema diventato centrale negli ultimi anni grazie all’evoluzione, sia degli spazi abitativi sia dei prodotti stessi.
Dall’altezza standard al box-doccia protagonista
Tradizionalmente l’altezza standard di un box-doccia era compresa tra i 185 e i 190 cm. Oggi, invece, lo standard di mercato si attesta tra i 200 e i 210 cm. Questo cambiamento è stato reso possibile soprattutto dall’abbassamento dello spessore dei piatti doccia, sempre più sottili o a filo pavimento, che hanno “liberato” centimetri preziosi in altezza.
Nei prodotti di fascia medio-alta, inoltre, l’aumento dell’altezza del box è spesso una scelta progettuale consapevole: si prende come riferimento l’altezza dei rivestimenti interni in ceramica o mosaico, ricercando un effetto estetico più importante e prestigioso, che un box-doccia alto riesce a trasmettere immediatamente.
Box-doccia a tutta altezza: soluzioni su misura
Negli ultimi anni si sta diffondendo il concetto di box-doccia a tutta altezza, una soluzione che dialoga direttamente con soffitti mediamente più bassi rispetto al passato, oggi spesso compresi tra i 250 e i 270 cm. In questo contesto, B&F Design affronta le esigenze progettuali attraverso soluzioni su misura. Chi sceglie un box a tutta altezza, infatti, desidera quasi sempre una personalizzazione spinta, capace di adattarsi perfettamente allo spazio e allo stile dell’ambiente.
Le soluzioni adottate da B&F Design variano in base alla tipologia di apertura. Nel caso dell’anta battente, vengono valutate attentamente larghezza e altezza per determinare se sia sufficiente un vetro da 8 mm – che può risultare troppo flessibile su dimensioni importanti – o se sia preferibile passare a un vetro da 10 mm. I profili possono essere a vista o incassati, mentre nelle forniture per hotel si prediligono soluzioni completamente a scomparsa, sia a soffitto sia a parete, per un risultato pulito ed elegante. Per i box scorrevoli, invece, vengono utilizzati profili a soffitto, con guide di scorrimento incassate o a vista, garantendo continuità visiva e massima libertà progettuale.
Il risultato è un box-doccia che non subisce il soffitto, ma lo valorizza, trasformando un potenziale vincolo in un elemento distintivo di design. Trattandosi di personalizzazioni suggeriamo sempre di rivolgersi a professionisti esperti, per evitare il rischio di un’insufficiente aerazione del box con la conseguenza di fastidiosi ristagni di umidità che possono essere evitati con semplici accorgimenti tecnici e funzionali.








