Abbiamo parlato con Alberto Bianchi, CEO di B&F Design per comprendere le ragioni di una sensibile ripresa delle attività di manutenzione dei piccoli-medi hotel nella seconda metà del 2025.
Negli ultimi mesi si parla di una ripresa importante nel settore hospitality. Dal suo punto di vista ci può conferma questo trend?
Dopo il Covid il comparto alberghiero ha attraversato una fase di forte rallentamento. Molte strutture sono rimaste chiuse a lungo e, alla riapertura, si sono concentrate su piccole manutenzioni conservative per rendere le camere decorose, senza però investire in interventi strutturali, rispondendo così alla grande richiesta di alloggi investendo il meno possibile per compensare le perdite. Dopo l’estate 2025 abbiamo invece iniziato a ricevere numerose richieste di rinnovo camere e bagni: un segnale chiaro che il settore sta tornando a programmare investimenti e a muoversi su dinamiche di concorrenza nella qualità dei servizi.
Perché proprio ora gli hotel stanno ristrutturando?
Un piccolo-medio albergo con un buon turnover rinnova mediamente le camere almeno ogni 10-15 anni. È una necessità legata sia al mantenimento della categoria (le stelle assegnate) sia all’adeguamento normativo e agli standard di comfort e accessibilità richiesti. Molte strutture avevano rimandato questi interventi e ora si trovano a doverli pianificare nei periodi di minore attività. Le ristrutturazioni possono avvenire step by step, poche camere per volta, in modo da non chiudere la struttura ricettiva al pubblico oppure in modo più radicale, coinvolgendo l’intero edificio per un periodo di stop, ma questo dipende dalle location: nelle città d’arte o business si procede per gradi lungo tutto l’anno, nelle località turistiche si concentrano le attività nella bassa stagione.
Che ruolo giocano i box-doccia in questi interventi?
Il bagno è uno degli ambienti più valutati dagli ospiti. In diversi casi in cui i nostri box-doccia erano già presenti, abbiamo riscontrato che, grazie alla qualità dei materiali – acciaio inox e vetro temprato – erano ancora in ottime condizioni. Così, dopo il sopralluogo della squadra di montatori, è stato sufficiente sostituire piccoli ricambi usurati dal tempo per riportare a nuova vita i box già esistenti. In altri casi, dove le ristrutturazioni hanno cambiato il layout del bagno rendendo necessarie nuove modalità di apertura o dove sono state sostituite le vasche con le docce, l’intervento è stato radicale con un cambio completo dei modelli.
Quali sono le aree più dinamiche?
Tra fine 2025 e inizio 2026 abbiamo registrato un incremento significativo di richieste sia in Italia, in particolare Toscana, Veneto, Sardegna, Emilia-Romagna, sia all’estero, in Svizzera, Slovenia e Stati Uniti. Prima del Covid le ristrutturazioni si concentravano soprattutto tra gennaio e marzo, durante il periodo di chiusura delle strutture stagionali, mentre oggi il calendario è più distribuito durante l’anno.
Come si è organizzata l’azienda per rispondere a questa richiesta del mercato?
Abbiamo riorganizzato la produzione per aumentare la capacità produttiva. Per questo, alcune fasi, come il taglio laser, sono state esternalizzate a terzisti selezionati entro un raggio di 50 km dalla nostra sede, mantenendo invece interne le lavorazioni a maggior valore aggiunto, come la piegatura e l’assemblaggio. Questa scelta ci consente di impiegare il personale sulle attività più strategiche, migliorando produttività e flessibilità.
Qual è la vostra visione per il futuro?
Siamo convinti che il trend delle ristrutturazioni alberghiere continuerà nei prossimi anni. Gli hotel investono per offrire esperienze sempre più curate e funzionali. Il nostro obiettivo è affiancarli con soluzioni durevoli, personalizzabili e in linea con le nuove esigenze di spazio, design e sostenibilità.








